01.23
All’Advertising Week di New York, conferenza annuale dedicata al marketing, Facebook ha affidato a David Fischer, approdato da Google alla sezione advertising di Facebook lo scorso anno, il compito di effettuare una conferenza con l’obiettivo di indirizzare il marketing dei grandi Brand verso il più grande social network del mondo.
Quello che Fischer ha mostrato durante il suo discorso è stato da lui soprannominato “Expanded Premium Ad” e si tratta semplicemente di post trasformati in messaggi pubblicitari che appaiono nella colonna a destra dell’interfaccia a determinati target. “Onestamente, può non sembrare così interessante”, ha ammesso Fischer nel suo discorso, ma ha subito aggiunto un piccolo dettaglio: se un utente ha cliccato “mi piace” sulla fanpage di un film, una linea di testo apparirà nell’area degli annunci dei suoi amici dicendo “A Jim Squires piace ‘Le Idi di Marzo’ ” assieme alla sua foto. Secondo Nielsen le persone hanno il doppio delle probabilità di ricordare una pubblicità se vi sono presenti i loro amici, e tendono a condividerlo a loro volta più spesso di quanto non facciano con i normali banner. Ma c’è di più: la loro intenzione d’acquisto aumenta di ben 4 volte quando si visualizzano questi annunci “social”, e questi non sono certo concetti poco interessanti per gli inserzionisti.
Molti Brand tuttavia non sono ancora convinti: gli annunci su Facebook sono cliccati solo una volta ogni 2.000 visualizzazioni, mentre i banner su altri siti sono cliccati il doppio delle volte. Gli annunci in una ricerca su Google sono cliccati adirittura 40 volte di più.
Secondo molti, le azioni dei Brand su Facebook sono rivolte esclusivamente a spingere le persone a diventare fan della loro pagina, e questo per non sembrare da meno rispetto ai concorrenti. Secondo un recente sondaggio di Collective, solo il 12% dei Brand e delle agenzie pubblicitarie pensano ai social media in una campagna pubblicitaria.


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