05.27
Nell’ultimo periodo si è parlato molto del valore dell’intervento umano nel processo di monitoraggio dei social media. Le piattaforme di social media analytics possono svolgere la maggior parte del lavoro di ricerca, raccolta, elaborazione e organizzazione di milioni di conversazioni, un compito che è al di là della capacità umana, dato l’enorme volume di dati coinvolti.
Tuttavia, questi strumenti non possono e non devono sostituire completamente l’intervento umano. Per questo motivo si necessita del contributo di un analista che conosca bene lo strumento e l’ambiente in cui si opera.
Il compito dell’analista è infatti quello di andare a fondo di ciò che viene riassunto dalla piattaforma ed analizzare le conversazioni, per assicurarsi che qualsiasi output sia una rappresentazione accurata di ciò che sta succedendo realmente.
Analizziamo nel dettaglio i principali motivi del dibattito:
La ricerca di conversazioni pertinenti. Se il nome di un brand è generico (Es. Orange, Virgin, ecc…), si potrebbe impiegare molto tempo per la gestione dello spam e l’esclusione dei risultati poco pertinenti. In base alla configurazione delle keyword infatti, il crawler raccoglie tutte le conversazioni che contengono una determinata parola anche se sono all’interno di un contesto del tutto irrilevante. Il compito dell’analista è quindi quello di costruire solide e accurate tassonomie per evitare di sprecare del tempo e denaro in seguito.


ShareThis


Il 