2012
02.28

Sempre più aziende stanno cercando nuovi metodi di valutazione dell’efficacia degli sfozi intrapresi sui social media. Ad oggi si utilizzano diverse tipologie di misurazione, ma in genere non sono in grado di fornire un quadro completo di quali iniziative producano un effettivo incremento di valore. Esistono però alcune tipologie di misurazione più idonee alla valutazione del ROI  generato dalle attività intraprese sui social media; di seguito ne vengono descritte tre, ognuna incentrata su un’attività differente:

 

1. Social media revenue conversion: per la misurazione di quante persone provenienti dai canali di social media sono divenute clienti effettivi.

I social media sono perfetti per la diffusione del brand e per la creazione di engagement con i clienti, ma è molto difficile rilevare quanti fan si convertono in veri consumatori dei beni proposti. Le regole della privacy limitano la possibilità di tracciare l’intero ciclo di acquisto, e quindi non si ha modo di conoscere chi accede ai link, di individuare la social influence di chi li condivide, o di scoprire quali click hanno generato vendite. Lo stesso Facebook Insights, che fornisce le statistiche delle pagine Facebook, non offre alcun mezzo ai brand per scoprire cosa ha spinto qualcuno ad aprire un determinato link, se una condivisione, un commento, un “mi piace” o altro.

Soluzione: seguire il metodo utilizzato da Daniel Cho di Moxie Interactive, a cui è stato affidato il compito di misurare le conversioni provenienti dai social media per Verizon Wireless. Cho ha affermato di aver misurato le conversioni, il sentiment e l’engagement sui social media attraverso il monitoraggio di commenti, di link e di condivisioni su Facebook. Cho ha anche utilizzato Wildfire per la costruzione di un tab personalizzato dedicato ad un concorso a premi di Verizon Wireless. Anche se non era in grado di misurare quale tra questi canali generava il maggior numero di conversioni, era comunque in grado di tracciare quelle provenienti dal social network rilevate tramite Google Analytics, equivalendo ad impressions il numero di visite al tab personalizzato e le aperture dei link condivisi sul social network.

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2012
02.27

Un recente post di Mike Gingerich (Marketing Director di TabSite) analizza i possibili cambiamenti che dovrebbero essere introdotti a breve per le pagine brand di Facebook.

Fino ad oggi, in seguito alle profonde modifiche avvenute nei profili utenti, ci sono state numerose speculazioni su cosa verrà presentato per le pagine, ed un annuncio ufficiale è atteso per il 29 febbraio durante il Facebook Marketers Council.

Cosa significa per le pagine e cosa si può fare per prepararsi?

Si possono dedurre alcune cose partendo dai profili oggi disponibili per gli utenti in quanto, per sua stessa ammissione, Facebook cercherà di mantenere una sorta di continuità tra le due tipologie di contenuti.

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2012
02.22

Sul sito di Semphonic è disponibile un webinar creato da Scott Wilder, Gary Angel e Marshall Sponder in cui i tre esperti di Social Media espongono le proprie teorie e i propri consigli per l’uso più adatto degli strumenti di Social Media Measurement presenti sul mercato:

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2012
02.20

Facebook ha reso la propria piattaforma Open Graph e le proprie Actions più aperte al business di terze parti. Dopo averle lanciate assieme alla Timeline (Diario) lo scorso Settembre, Facebook ha deciso di aprire alle app e ai siti di terze parti le nuove funzionalità che consentono di interagire con la Timeline degli utenti attraverso le API di Open Graph.

Tra i grandi nomi che hanno attivato queste funzioni vi sono eBay, Foodspotting, Rotten Tomatoes, StubHub, Airbnb, Gogobot e Pinterest.

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