The Science of Sentiment: Intervista a Seth Grimes


Seth Grimes
, famoso Analytics Strategist dell’Alta Plana Corporation, analista leader nell’industria della text analytics, nonché fondatore del Sentiment Analytics Symposium e del Text Analytics Summit, ha rilasciato un’intervista a greenbookblog.org circa le sue idee su come le tecnologie interpretative del linguaggio naturale maturate negli ultimi anni si inseriranno nella Business Intelligence.

Le domande a cui Grimes ha risposto sono incentrate sulla text analytics e sulla sentiment analytics (campi di cui è esperto), e su come le aziende ne potranno trarre benefici nel prossimo futuro. Il ruolo di Seth Grimes è infatti quello di consulente e di analista industriale, affascinato dal linguaggio naturale e dall’uso di tecnologie automatizzate per la sua interpretazione (NLP – Natural Language Processing). Per questo aiuta le organizzazioni a elaborare strategie incentrate sugli utenti, attraverso l’uso incrociato di business intelligence, di analisi del testo e di sentiment analytics. Grimes ritiene che i ricercatori di mercato possano trarre enormi vantaggi nell’automatizzazione dell’analisi di grandi quantità di risposte, di opinioni e di post raccolti in rete, parola per parola. È evidente come il ROI che ciò è in grado di generare sia enorme: queste tecnologie rendono possibile trasformare la rete e le community online in enormi focus group e di trarne spunti quasi in tempo reale.

Per questo Seth Grimes organizza e partecipa ad eventi come il Sentiment Analysis Symposium (svoltosi l’8 e il 9 novembre a San Francisco, -agenda-) e il Text Analytics Summit, (10-11 novembre a San José, -agenda-) in cui gli obiettivi posti sono ben precisi: qui gli addetti alle indagini di mercato, al marketing, alla customer experience e ai servizi finanziari possono imparare come sfruttare al meglio le esperienze, le emozioni e le abitudini che si possono estrapolare dalle fonti online, contribuendo a prendere le decisioni migliori. Questo tipo di conferenze si collocano tra business e tecnologia, e si incentrano nell’apprendimento del nuovo settore e nel creare connessioni tra addetti ai lavori e aziende interessate.

Non tutti però sono in grado di comprendere le potenzialità della text analytics e della sentiment analytics: mentre i responsabili del marketing e delle community hanno abbracciato immediatamente queste innovative tecnologie, tutti gli altri hanno mostrato una iniziale resistenza o, come sostiene Grimes, una “mancanza di visione e di tempo per considerarne i vantaggi”, che tuttavia si sta affievolendo pian piano che potenzialità e benefici ne diventano evidenti. I testi e i concetti delle opinioni condivise online sono un’enorme fonte di valore, di feedback dal consumatore e, procedendo con un’analisi integrata ad altre risorse (come quantità di transazioni e vendite), offrono un quadro completo dell’efficacia delle proprie strategie.

Come ogni nuovo settore, anche questo è in rapida e continua evoluzione: delle future novità, Grimes ritiene che saranno più affascinanti quelle in grado di polarizzare il sentiment, di rilevare umori ed emozioni, di interpretare immagini e video, di creare profili demografici e psicografici, di fornire accesso a informazioni tramite ricerche semanticamente complesse (come le tecnologie dietro a Watson di IBM, a Wolfram Alpha, e a Siri di Apple).

La parola d’ordine comune resta sempre “Big Data”, grandi dati, in quanto la necessità di automatizzazione è dovuta all’enorme mole di dati disponibili ed interpretabili; l’analisi dei testi e del sentiment del linguaggio naturale (NLP) sono la chiave per interpretare i numeri che si stanno visualizzando. Senza essi, si hanno solo informazioni quantitative, e non qualitative.

Per concludere l’intervista, viene chiesto a Seth Grimes cosa si aspetta di vedere nei prossimi 5 anni: mentre altri sostengono che questi nuovi approcci renderanno inutili sistemi più tradizionali come sondaggi e focus group, Seth ritiene che i sondaggi rimarranno e saranno migliorati nella loro efficacia dai risultati ottenuti; per quanto riguarda i focus group invece, Grimes crede che saranno rimpiazzati completamente in quanto lenti e dispendiosi, soprattutto in un epoca in cui attraverso la rete e i social media si possono raggiungere bacini d’utenza molto maggiori e a costi decisamente inferiori.

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