Visual Listening: il nuovo campo della Social Intelligence

I contenuti visuali sono un elemento centrale all’interno dei canali Social, tanto che ne esistono alcuni il cui focus principale è la condivisione di immagini e video, come Instagram, Pinterest, Vine, Youtube e Snapchat, ma anche sui Social più generalisti come Facebook e Twitter i contenuti visuali sono tra i più pubblicati all’interno dei newsfeed. Per queste ragioni, come già accennato in precedenti articoli, l’analisi delle immagini è tra i trend in crescita nelle attività di Social Listening.

Ad oggi, si stima che vengano pubblicate sui social circa 500 milioni di immagini al giorno e nell’ambito del Digital Marketing è ormai assodato il fatto che immagini e video ottengano un livello di engagement più elevato rispetto ai contenuti testuali, tanto che alcune aziende hanno fatto di Instagram uno dei loro canali di comunicazione principali.

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I contenuti visuali sono quindi una fonte dati di enorme potenziale ma spesso inutilizzata: fatta eccezione per alcune piattaforme specializzate, come Curalate, i tool di Social Intelligence più consolidati al momento si limitano al listening dei contenuti testuali.

In un recente post su Forbes, Will McIness, CMO di Brandwatch, elenca i motivi per cui ci si può aspettare in futuro un’espansione delle principali piattaforme di Listening in un nuovo settore: il Visual Listening.

Ottimizzazione delle campagne

Al momento buona parte del budget destinato al digital marketing delle aziende confluisce nella sponsorizzazione dei post, e ci si può aspettare che questo trend aumenterà con la diminuzione della spesa in media tradizionali come TV e Radio. Dato il crescente CPM di canali come Instagram e Pinterest, le aziende che vorranno massimizzare il ROI e assicurarsi che le proprie campagne non siano un fallimento dovranno affidarsi a metodi di listening e analytics che sappiano adattarsi a questo tipo peculiare di media.

Brand Reputation & Protection

Così come già viene fatto con il listening dei contenuti testuali, l’utilizzo del Visual Listening permetterebbe di individuare quando il logo o altri riferimenti visivi del brand vengono utilizzati e in quale contesto. Allo stesso tempo sarebbe possibile individuare tempestivamente utilizzi impropri dei contenuti protetti da copyright.

Insight e nuove opportunità

Il Visual Listening aprirà la strada a nuovi insight su come i propri prodotti e il proprio brand vengono associati a contesti, attività o altri prodotti. Le potenzialità di questi insight per la comunicazione o per le iniziative sono elevatissime: ad esempio un produttore di occhiali da sole potrebbe utilizzare l’elevato numero di selfie presenti su Instagram contenenti il proprio prodotto per scopi di marketing.

Innovazione Tecnologica

Gli algoritmi di analisi delle immagini hanno effettuato passi da gigante e ormai il livello di sofisticazione raggiunto è tale da renderli funzionali per le esigenze delle aziende. Come esempio basta pensare che gli algoritmi di Facebook raggiungono un livello di precisione del 97.35% (contro il 97.53% della precisione umana) nel riconoscere i volti, anche in condizioni di scarsa luminosità o angolazioni non ottimali.

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Emoji

Le emoji sono un elemento integrante della comunicazione digitale, tanto che alcune piattaforme le utilizzano con successo per prevedere il sentiment di un post. Sebbene tecnicamente si tratta di immagini che derivano da stringhe di codice, e quindi già tracciabili con il listening testuale, l’analisi di come esse vengono utilizzate in associazione al logo o altri riferimenti al brand porterà ad insight approfonditi su come esso viene percepito.

Visual Command Center

I Social Media Command Center sono sempre più utilizzati all’interno delle organizzazioni più grandi e il Visual Listening non farà che aumentare la potenza di questo strumento, grazie all’immediatezza delle informazioni trasmesse dalle immagini.

McInness conclude il post con la previsione che il visual listening potrebbe diventare una realtà per le piattaforme di listening principali già nei prossimi 6-8 mesi. Che si tratti di un’anticipazione delle nuove mosse di Brandwatch per il futuro?

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